Il 24 maggio 2012 è entrato in vigore il Decreto Ministeriale 11/04/2011 che disciplina l’attività di verifica delle attrezzature di lavoro di cui all’Allegato VII del DLgs 81/2008 – Testo Unico Sicurezza. Verifiche Industriali Srl, con Decreto Dirigenziale 19 dicembre 2012 (G.U. n.297 del 21/12/2012) è stata iscritta nell’elenco dei soggetti abilitati per le verifiche periodiche delle attrezzature di lavoro di seguito elencate.

Matrice delle competenze (art.71 d.lgs. 81/2008)

Attrezzature di sollevamento Tipologia
Gruppo SP
sollevamento persone
  • Piattaforme di lavoro elevabili
  • Ponti sospesi e relativi argani
  • Ponti mobili sviluppabili su carro ad azionamento motorizzato
  • Piattaforme di lavoro auto sollevanti su colonne
  • Ascensori e montacarichi da cantiere
  • Scale aeree ad inclinazione variabile
Gruppo SC 
sollevamento cose-materiali
  • Apparecchi di sollevamento mobili e trasferibili
    (autogru, gru su autocarro, gru a torre, etc.)
  • Apparecchi di sollevamento fissi
    (gru a ponte, gru a cavalletto, gru a bandiera, gru portuali, etc.)
  • Carrelli semoventi a bracci telescopici
  • Idroestrattori a forza centrifuga
Attrezzature a pressione Tipologia
Gruppo GVR 
gas, vapore, riscaldamento
  • Generatori e recipienti di vapore e acqua surriscaldata
  • Impianti di riscaldamento > 116 Kw
  • Forni per le industrie chimiche
  • Insiemi

I Soggetti privati abilitati potranno operare:
A) in caso di prima verifica periodica
per conto del Soggetto Titolare della verifica (INAIL): entro 45 giorni dalla richiesta di prima verifica periodica l’Inail può effettuare direttamente la prestazione o avvalersi del soggetto, pubblico o privato, abilitato scelto dal datore di lavoro nell’elenco regionale pertinente e specificato nella richiesta.
B) in caso di verifica periodica successiva alla prima su affidamento diretto da parte del Datore di Lavoro.

Messa in Servizio di una nuova attrezzatura

Il Datore di Lavoro deve darne immediata comunicazione all’INAIL al fine dell’inserimento dell’attrezzatura nella banca dati nazionale e per ottenere l’assegnazione della matricola. Almeno 60 giorni prima della data di scadenza del termine per l’esecuzione della Prima delle Verifiche Periodiche (D.Lgs. 81/08 – Allegato VII) il Datore di Lavoro deve richiedere all’INAIL l’esecuzione della verifica stessa, indicando il soggetto abilitato del quale intende avvalersi e il luogo ove è disponibile l’attrezzatura. Per le attrezzature quali: carrelli semoventi a braccio telescopico, piattaforme di lavoro auto sollevanti su colonne, ascensori e montacarichi da cantiere e gli idroestrattori a forza centrifuga, già messi in servizio alla data di entrata in vigore del decreto, la richiesta di Prima Verifica Periodica costituisce adempimento dell’obbligo di comunicazione all’INAIL, anche finalizzato ad ottenere la matricola. Per le stesse attrezzature messe in servizio in assenza di direttiva di prodotto specifica dovrà essere attestata da parte del Datore di Lavoro, o da tecnico competente da lui incaricato, la conformità della attrezzatura ai requisiti di sicurezza di cui all’allegato V del DLgs. 81/2008: tale attestazione dovrà essere allegata alla richiesta della prima delle verifiche periodiche.

Obblighi posti a carico del Datore di Lavoro

  • Mettere a disposizione il personale occorrente (DM.11/04/11 All. II punto 5.3.1) sotto la vigilanza di un preposto.
  • Disponibilità dei mezzi necessari per l’esecuzione della verifica (piattaforme di lavoro elevabili, pesi per prove di carico, ecc).
  • Disponibilità della documentazione tecnica dell’attrezzatura nonché le denuncie (ex DM 12/9/59) o le comunicazioni di messa in servizio (ex DPR 459/96).
  • Comunicare all’INAIL e all’ARPA/ASL la cessazione di esercizio, l’eventuale trasferimento di proprietà e lo spostamento dell’attrezzatura.
  • Conservare i verbali di verifica per almeno 4 anni (ex art. 15 DM 12/9/1959).

Indagine supplementare su attrezzature di sollevamento

Il datore di lavoro, ha l’obbligo (DM 11/04/2011 All. II  par. 3.2.3) di sottoporre alcune tipologie di apparecchi di sollevamento con oltre 20 anni di esercizio ad indagine supplementare per:

  • gru mobili: gru su autocarro, autogru, carrelli semoventi a braccio telescopico, escavatori abilitati al sollevamento.
  • gru trasferibili: gru a torre, gru derrick, gru a brandeggio
  • ponti mobili sviluppabili su carro: piattaforme aeree PLE.

In sede di verifica ASL/ARPA/Soggetto Privato Abilitato rimane comunque la facoltà all’ispettore di richiedere tale indagine a prescindere dall’età dell’attrezzatura nel caso che le condizioni di conservazione non siano soddisfacenti e/o nel caso in cui il costruttore lo preveda espressamente.

Infatti le attrezzature di sollevamento sono soggette a cicli di carico, ossia a fenomeni di fatica strutturale. Quando un componente meccanico o un elemento strutturale qualsiasi è sottoposto a carichi variabili nel tempo può esser soggetto a fenomeni di danneggiamento a fatica.

Questa verifica può essere richiesta dal costruttore per qualsiasi tipologia di apparecchi di sollevamento, certificati CE, dopo alcuni anni di lavoro, solitamente 10. Tale richiesta è espressamente riportata nel libretto di uso e manutenzione col termine di Revisione Generale.

La verifica supplementare o la revisione generale, possono esser effettuate solo da parte di ingegnere esperto (Punto 5.2.2 della norma UNI SO 9927-1) iscritto nell’Albo professionale.

In cosa consiste la verifica supplementare o revisione generale?

  1. verifica della documentazione presente: libretto ENPI/ISPESL, istruzioni uso e manutenzione, schema impianti, ecc. e verifica del registro di controllo per analizzare la storia lavorativa della macchina; interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, eventi eccezionali, ecc. (art. 71 commi 4 e 9 D.Lgs. n.81/2008);
  2. esami visivi approfonditi sulla struttura al fine di evidenziarne eventuali danneggiamenti,
  3. esecuzione di controlli non distruttivi strumentali (magnetoscopie e/o liquidi penetranti, ultrasuoni) da parte di tecnico II Livello ai sensi della UNI EN 473, al fine di indagare sull’effettivo stato della carpenteria metallica e sulla presenza di difetti nelle saldature e membrature anche sub superficiali, difetti nei collegamenti bullonati, ecc.;
  4. valutazione storico-statistica dei cicli di sollevamento in relazione al servizio effettuato nel corso della vita dell’apparecchio (dati da desumere con l’utente);
  5. redazione perizia tecnica sullo stato della macchina con calcolo della vita residua secondo le norme UNI, FEM o DIN e la  normativa tecnica applicabile con indicazione delle eventuali non conformità ed interventi da effettuare.

Perchè c’è obbligo di verifica strutturale e calcolo cicli vita residua

1)   Attuale DM 11-04-2011 Art. 3.2.3 Punto 2 lett. c  Ventennale indagine supplementare

2)   DPR 24 maggio 1988 n. 224 (Recepimento Italiano CEE n. 85/ 374 – Prodotto difettoso)

ART. 1 Responsabilità del produttore.
Il produttore è responsabile del danno cagionato dai difetti del suo prodotto.

ART. 14. Decadenza.
Il diritto al risarcimento si estingue alla scadenza di dieci anni dal giorno in cui il produttore o l’importatore nella Comunità europea ha messo in circolazione il prodotto che ha cagionato il danno.
Venendo a decadere la responsabilità del produttore, le norme prevedono l’ispezione approfondita.
Le ispezioni approfondite sono raccomandate ad intervalli periodici dalla messa in servizio, come di seguito indicati nel Punto 7.3 Norma ISO 9927-3:2005 : 4 anni , 8 anni, 10 anni 12 anni, 14 anni, ed ogni anno dopo il 14°.

E’ pertanto opportuno procedere, superati i 10 anni dalla messa in servizio (secondo quanto prescritto dal costruttore e da alcune Norme Tecniche, quali la ISO 12482-1 e la FEM 9.755) alla effettuazione di un accertamento del periodo residuo di esercizio dell’apparecchio (calcolo cicli di vita residua) e alla contestuale “ispezione approfondita” (Punto 7 Norma ISO 9927-3:2005) da parte dell’Ingegnere Esperto.

Omesse verifiche

L’omessa verifica di legge è punita con sanzioni amministrative e/o penali (D.Lgs. 81/2008).